Agnusdei

1. Agnus Dei di cera in un medaglione di argento. Italia, XV secolo (?). Londra, British Museum, 1902,0527.26. © The Trustees of the British Museum.
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Regesto: Appartenente all’importante famiglia dei da Saliceto, nel suo testamento Azolina dispone di numerosi lasciti per alcune persone in denaro, proprietà immobiliari o oggetti specifichi (vedi scheda 3). Alla nipote Mattia, nata dalla figlia Ursina e da Peregrino Zambeccari, Azolina lascia, insieme a una proprietà fondiaria (40 torniture di terra aratoria, con casa, pozzo e forno), due oggetti al confine tra dimensione religiosa (e apotropaica) e funzione ornamentale. Tra questi, particolare è l’Agnusdei: infatti, dovrebbe riferirsi a uno specifico oggetto di devozione, fatto con la cera avanzata del cero pasquale della Basilica del Laterano, mischiata a olio o balsamo, sulla quale era impressa l’immagine cristologica dell’agnello, solitamente accompagnata dalla scritta “Ecce agnus Dei qui tollit peccata mundi”. In questo caso, il fragile oggetto ha una custodia di argento dorato, probabilmente un medaglione.


Estratto in latino: Item […] reliquit testatris predicta de bonis suis dicte domine Mathie unam crosetam de argento deauratam et unum agnusdeum de argento deauratum deputatos ad usum ipsius testatricis.


Tipologia oggetto: Inoltre […], tra i propri beni, la stessa testatrice lascia alla già nominata domina Mattia una crocetta di argento dorato e un Agnusdei di argento dorato che erano in uso della stessa testatrice.

Appartenente all’importante famiglia dei da Saliceto, nel suo testamento Azolina dispone di numerosi lasciti per alcune persone in denaro, proprietà immobiliari o oggetti specifichi (vedi scheda 3). Alla nipote Mattia, nata dalla figlia Ursina e da Peregrino Zambeccari, Azolina lascia, insieme a una proprietà fondiaria (40 torniture di terra aratoria, con casa, pozzo e forno), due oggetti al confine tra dimensione religiosa (e apotropaica) e funzione ornamentale. Tra questi, particolare è l’Agnusdei: infatti, dovrebbe riferirsi a uno specifico oggetto di devozione, fatto con la cera avanzata del cero pasquale della Basilica del Laterano, mischiata a olio o balsamo, sulla quale era impressa l’immagine cristologica dell’agnello, solitamente accompagnata dalla scritta “Ecce agnus Dei qui tollit peccata mundi”. In questo caso, il fragile oggetto ha una custodia di argento dorato, probabilmente un medaglione.


Scheda a cura di Pietro Delcorno e Laura Pasquini