Anelli e scrigni

1. Anello d’oro con scritta d’amore (“don ceul vouloir”), manifattura europea, secolo XV. Firenze, Museo Nazionale del Bargello
icon
2. Anello, oro e smalto, manifattura europea, secolo XV. Firenze, Museo Nazionale del Bargello
icon
3. Scrigno, legno, cuoio, ferro, manifattura italiana, fine secolo XV. Firenze, Museo di Palazzo Davanzati. Firenze, Museo di Palazzo Davanzati.
icon
4. Scrigno, legno, gesso, ferro, manifattura italiana, secolo XV. Firenze, Museo di Palazzo Davanzati.
icon
5. Scrigno, legno, cuoio, ferro, manifattura italiana, fine secolo XV. Scrigno, legno di pioppo, doratura a pastiglia, manifattura ferrarese-padovana, secolo XV. Firenze, Museo di Palazzo Davanzati.
icon

Regesto: Il testamento di questo artigiano denota uno status sociale e una disponibilità finanziaria elevata. Tra le disposizioni date, Pietro lascia alla moglie, Iacopa figlia di Guglielmo del fu Nanni di Venezzano, macellaio, tutti i vestiti che questa aveva in uso (tra cui alcuni di seta, a conferma dello status sociale raggiunto) e una serie di gioielli e oggetti di lusso che la donna già utilizzava e che si andavano ad aggiungere ai beni dotali di cui la moglie rientrava in formale possesso, stimati nel testamento in 350 lire.


Estratto in latino: Item reliquit iure legati dicte domine Jacobe eius uxori omnes ipsius domine Jacobe vestes et pannos lineos laneos et serichos ad ipsos uxum deputatos cum foderibus, maspilis argerti et omnibus apparatibus suis quibus ipsa utitur cuiuscumque qualitatis, valoris et condictionis exstant. Item reliquit eidem omnes eius anullos, maspilos argenti, centuram suam et unum par triciarum perlis fulicitarum cum scrineis et mobilibus suis.


Tipologia oggetto: Inoltre, [Pietro] lascia di diritto alla sopramenzionata Iacopa, sua moglie, tutte le sue (i.e. della stessa moglie) vesti e i panni di lino, lana e seta che sono deputati al suo uso con le imbottiture, i bottoni d’argento e tutti i loro ornamenti che ella stessa usa, qualunque sia la loro qualità, valore e condizione. Inoltre, le lascia tutti i suoi anelli, bottoni d’argento, la sua cintura e un paio di trecciere [ornamento per il capo] adornate di perle, con gli scrigni e le custodie.

 Il testamento di questo artigiano denota uno status sociale e una disponibilità finanziaria elevata. Tra le disposizioni date, Pietro lascia alla moglie, Iacopa figlia di Guglielmo del fu Nanni di Venezzano, macellaio, tutti i vestiti che questa aveva in uso (tra cui alcuni di seta, a conferma dello status sociale raggiunto) e una serie di gioielli e oggetti di lusso che la donna già utilizzava e che si andavano ad aggiungere ai beni dotali di cui la moglie rientrava in formale possesso, stimati nel testamento in 350 lire.


Scheda a cura di Pietro Delcorno e Giulia Cò