Tovaglia d’altare

1. Maestro della Leggenda di Santa Caterina (attivo secondo Quattrocento), Presentazione al tempio. Scomparto di polittico, tavola/pittura a tempera grassa. Firenze, Museo Nazionale del Bargello.
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2.Tovaglia d’altare di produzione umbra, fine secolo XV. Museo della Pieve di Gorto – Cella di Ovaro (UD).
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3. Tovaglia d'altare di lino damascato, Umbria XV secolo. Moimacco (UD), Bottenicco, Villa de Claricini Dornpacher, Archivio storico Fondazione de Claricini Dornpacher.
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4. Tovaglia d'altare di seta, ambito toscano, XV secolo. Moimacco (UD), Bottenicco, Villa de Claricini Dornpacher, Archivio storico Fondazione de Claricini Dornpacher.
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5. Tovaglia d'altare di lino ricamato, Umbria XV secolo. Moimacco (UD), Bottenicco, Villa de Claricini Dornpacher, Archivio storico Fondazione de Claricini Dornpacher.
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Regesto: Tra i lasciti per la celebrazione di messe pro anima sua, Agnese lascia al consorzio dei preti del quartiere di Porta San Procolo (la zona in cui abita) 10 lire di bolognini perché ogni anno, nell’anniversario della sua morte, celebrino una messa dei defunti per la sua anima nella chiesa San Cristoforo di Saragozza, cioè la propria parrocchia, dove chiede di essere seppellita e per la quale Agnese dispone di comprare una nuova tovaglia per l’altare. Ribadendo il legame di Agnese con la parrocchia in cui viveva, un oggetto specifico veniva posto a contatto con l’altare e con i riti liturgici che dovevano favorire l’approdo salvifico dell’anima di questa donna nell’aldilà e continuarne a fare risuonare il nome in uno spazio a lei familiare.

 


Estratto in latino: Item reliquit de bonis suis pro anima sua ecclesie Sancti Christofori de Saragotia sue capelle unam tobaliam magnam novam pro parando et coperiendo altarem sancti Christofori predicti, sepeliri autem voluit dicta testatrix in ecclesia et apud ecclesia Sancti Christofori de Saragotia


Tipologia oggetto: Inoltre, per la propria anima, lascia tramite i suoi beni alla chiesa di San Cristoforo di Saragozza, la propria parrocchia, una tovaglia grande e nuova per adornare e coprire l’altare della predetta chiesa di San Cristoforo; inoltre, la detta testatrice vuole essere sepolta nella chiesa o presso la chiesa di San Cristoforo di Saragozza.

 

Tra i lasciti per la celebrazione di messe pro anima sua, Agnese lascia al consorzio dei preti del quartiere di Porta San Procolo (la zona in cui abita) 10 lire di bolognini perché ogni anno, nell’anniversario della sua morte, celebrino una messa dei defunti per la sua anima nella chiesa San Cristoforo di Saragozza, cioè la propria parrocchia, dove chiede di essere seppellita e per la quale Agnese dispone di comprare una nuova tovaglia per l’altare. Ribadendo il legame di Agnese con la parrocchia in cui viveva, un oggetto specifico veniva posto a contatto con l’altare e con i riti liturgici che dovevano favorire l’approdo salvifico dell’anima di questa donna nell’aldilà e continuarne a fare risuonare il nome in uno spazio a lei familiare.


Scheda a cura di Pietro Delcorno e Laura Pasquini